Ven. Madre Elena Bettini - Fondatrice

I l 6 Gennaio Elena Bettini nasce a Roma da Vincenzo e Lucia Cardinali.
E’ una famiglia di cinque figli.

L’8 settembre, insieme a due compagne: Violante Parigiani
e Luisa Migliacci, si consacra al Signore e nasce
la famiglia religiosa delle Figlie della Divina Provvidenza.

Tommaso Maria Manini - Fondatore

Il 7 maggio nasce a Reggio Emilia da Pietro e Giuseppina Rocca.

A 19 anni entra nell’Istituto dei Chierici Regolari di San Paolo e l’anno
successivo professa solennemente i voti religiosi nella famiglia Barnabitica.

Ministerialità

La  nostra missione ci chiama a testimoniare,
annunciare e condividere il vangelo
della provvidenza di Dio ai piccoli..

Carisma e Spiritualità

 

Il nostro Carisma nasce dalla pagina del Vangelo
della Provvidenzasi definisce nella ricerca..

 

Percorso Formativo

“Cari giovani, l’essere chiamati per nome
è un segno della nostra grande dignità agli occhi di Dio,
della sua predilezione per noi.

Sorelle
della Nostra Memoria

GLORIA DI MADRE ELENA BETTINI

SR. M. GESUINA DELL’EUCARESTIA (Chiarina Antonucci) è un fiore nascosto che ha lasciato una soavissima fragranza di Paradiso nel nostro Istituto.

“Nel 25° anniversario della sua morte voglio ricordarla perché sia di esempio alle consorelle, alle Figlie di Maria tra le quali era cresciuta nella fede, alle giovani che, come lei, seguono la chiamata del re d’Amore.

Questo eletto fiorellino sbocciò in un grazioso paese che sorge poco lontano da Roma, su uno dei Colli Albani: Grottaferrata il 5 gennaio 1895, Vigilia dell’Epifania, fu un vero dono del Cielo. La piccola Chiarina cresceva buona e mite sulle ginocchia della mamma, santa donna, ricca di elette virtù cristiane. Apprese ad amare l’Eucarestia che un giorno la rese forte ed eroica.

A sei anni incominciò a frequentare le scuole elementari presso le Figlie della Divina Provvidenza e in quell’oasi di santità dove ancora echeggiava la voce della Venerata Madre Fondatrice, la fanciulla comprese la bellezza della vita religiosa e ne sentì il dolce invito, ma era troppo piccola per poter essere accolta nell’Istituto.

Terminate le scuole elementari Chiarina si dedicò con i genitori ai lavori dei campi e qui, a contatto con la natura, rimaneva tutto il giorno assorta nella dolce contemplazione delle meraviglie di Dio.

Ogni mattina prima di recarsi al lavoro, entrava nell’antica Badia di Grottaferrata per cibarsi del Pane degli Angeli e la sera, di ritorno dai campi, passava immancabilmente nell’Istituto delle Suore per fare la consueta visita al SS. Sacramento. Poi aiutava spontaneamente a riordinare la sala del laboratorio dove anche lei aveva imparato a cucire e ricamare. Chiarina, sempre attenta alla voce di Dio, faceva del Catechismo lo studio preferito; difatti fu più volte premiata nella gara catechistica.

Nella mortificazione trovava le più belle soddisfazioni e non le mancavano le occasioni per offrire a Gesù i suoi “fioretti”, durante la vendemmia, pur lavorando nella vigna per lunghe ore, non assaggiava neanche un acino d’uva. Si preparava alla festa dell’Assunta, della nostra Mamma Celeste, con 40 giorni di astinenza dalla frutta ed altre piccole penitenze.
Dietro la sua continua insistenza i genitori, pur con lo strazio nel cuore, benedicendola, le diedero il consenso di varcare, finalmente, la soglia del nostro Istituto per non più uscirne. Aveva appena 17 anni, era il 16 settembre 1912.

Il 19 ottobre 1913 indossò l’abito religioso. La sua gioia fu al colmo. Comprese pienamente il dono di Dio e nel donarsi a Lui s’immolò senza riserva. Gesù accettò il sacrificio di quel candido giglio e non le risparmiò prove pesanti che ella seppe vivere con il suo abituale sorriso che lasciava trasparire la gioia e la pace di un cuore posseduto dall’amore di Dio.

Sr. M. Gesuina, aiutata dall’Amico Divino, seppe disimpegnarsi in qualunque ufficio anche arduo che le veniva affidato. Con i piccoli sapeva essere la mamma serena e affabile e quando doveva prepararli alla Prima Comunione si serviva degli episodi più commoventi del S. vangelo per far conoscere a quei bambini semplici e innocenti la bontà di Gesù e riusciva ad infondere nei loro cuori un intenso desiderio di riceverlo con amore.

Tra quei fanciulli, molti ora sono degni sacerdoti che la ricordano ancora in benedizione. La Santa Suora raggiunse la vetta della perfezione con l’umiltà profonda, la serenità costante, la penitenza che incise molto sul suo esile corpo e in breve una malattia terribile ed insidiosa la portò alla tomba. Ella non si spaventava del suo aggravarsi perché era felice di andare incontro allo Sposo che aveva tanto amato.

La Madre Fondatrice le predisse in sogno l’ora della morte che si avverò alla lettera e la nostra cara Suora, in attesa della venuta dello Sposo, rinnovò l’offerta della vita e, come rapita in estasi, rese l’ultimo respiro il 20 ottobre 1927.

La mamma, che nella sua casetta non sapeva della morte della figlia, vide in quell’ istante la camera riempirsi di luce e sentì una voce a lei ben nota che le disse: “Mamma io volo”.Sì, la nostra cara Sr. M. Gesuina dalla terra era volata in Cielo!

Figlia diletta, oggi che godi la beatifica visione di Dio, prega per l’Istituto che è orgoglioso di averti ricevuta nel suo grembo materno. Prega per la gioventù di oggi, così assetata di felicità che cerca invano lontano dal Signore, non raccogliendo che illusioni e dolori.

Insisti presso il buon Gesù perché rifiorisca la tua amata Congregazione Mariana e ricorda ancora colei che oggi regge le sorti del nostro Istituto e fu tua compagna devota”.

Dai Manoscritti di Madre Luisa Angeloni

Sorelle della Nostra Memoria

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